Lux in Arcana: la nostra recensione della mostra

Cari amici di LibreriaColetti.it,


in questo bel fine settimana di sole, siamo andati a vedere la mostra

Lux in Arcana - l'archivio Segreto Vaticano si rivela



Ecco la nostra recensione:


Solitamente l’uomo è affascinato da ciò che è segreto e nascosto.

Le nostre conoscenze moderne provengono proprio da quegli uomini che hanno saputo spingere il loro desiderio oltre i limiti che ci separano dal secretum, dal non rivelato.


Luogo privilegiato di scoperte sono da sempre gli archivi. Il nostro Paese ne possiede tanti ed ora quello più famoso e per anni inaccessibile, se non agli studiosi, si mostra.


L’archivio privato dei papi, l’Archivio Segreto Vaticano, è il luogo in cui i documenti che hanno come autore il Vescovo di Roma e la sua Curia o sono a lui destinati,
vengono custoditi almeno dalla data della sua fondazione.

Alcuni di questi documenti sono stati organizzati ed esposti nelle sale del Palazzo dei Conservatori sede dei Musei Capitolini come rappresentanza dell’enorme patrimonio documentario che viene custodito dalla Chiesa.

La cornice delle splendide sale del Campidoglio offre ai visitatori la possibilità di avvicinarsi a delle vere e proprie rarità: documenti originali, manoscritti, sigilli.


La prima sensazione che si prova a stare di fronte agli originali del processo di Galileo, dei Templari, o alla richiesta dei Lords inglesi di sciogliere il matrimonio di Enrico VIII,
all’autografo di Bonaparte o della Imperatrice d’Austria Elisabetta (Sissi) è di constatare il valore e la consistenza della storia che negli anni di scuola ci ha accompagnato di interrogazione in interrogazione.
Lungo tutta l’estensione delle sale di esposizione si percepisce la Storia, e come lo studio, la ricerca ed i documenti ci assicurano la tangibilità del passato nelle sue manifestazioni semplici ed eclatanti.


Con la mostra Lux In Arcana si può entrare idealmente nel vortice degli eventi che hanno cambiato il nostro mondo avendo di fronte agli occhi le reliquie lasciate da personaggi famosi come Lutero, Mozart o Federico Barbarossa.


Per certi versi seguire l’itinerario espositivo fa ricordare quell’ammonimento contenuto nelle parole di Cesare Pavese:

“Quando un popolo non ha più un senso vitale del suo passato, si spegne...

Si diventa creatori anche noi quando si ha un passato.

La giovinezza dei popolo è una ricca vecchiaia”
(Il mestiere di vivere, 6 luglio 1939).


Alla luce di quell’aggettivo “vitale” la nostra attenzione al passato acquista un senso nuovo, ricco di responsabilità per non dimenticare l’identità creata prima di noi e per non permettere
che ciò che ci ha preceduto sia abbandonato all’oblio.


Nell’ultima sezione della mostra in cui si trovano frammenti della storia contemporanea nella sua espressione più dolorosa data dalla guerra, alcune bacheche mostrano gli effetti che l’incuria può creare sui documenti.
Sono esposti infatti alcuni testi rovinati dal fuoco, dagli insetti, dai roditori, dai fenomeni atmosferici.

Dopo tante meraviglie viste nelle sale precedenti quasi si prova un raccapriccio nel vedere documenti inutilizzabili, rosi, devastati dal fuoco o dall’acqua.


Anche queste sono delle reliquie che ammoniscono il visitatore sulla necessità di curare i documenti non solo come oggetto antico, ma come forma eloquente di un passato,
di una “ricca vecchiaia” che è il fondamento della nostra “giovinezza di popolo”.


[Francesco Bonomo]




Per saperne di più, qui l'intero catalogo della mostra,
disponibile anche in inglese.


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